Chi siamo

Qualche anno fa, a Rotondi, in Valle Caudina, tra i monti Taburno e Partenio un artista rientra in possesso di una masseria di famiglia e vi installa il suo nuovo studio.
Passeggia nei boschi intorno alla Madonna della Stella, discute con gli industriali boschivi in crisi di identità, con appassionati frequentatori della montagna, con amici che lo vanno a trovare, con altri proprietari.
Prende coscienza delle problematiche complesse del bosco, si rende conto che nella sua natura antropica si deve cercare la soluzione ai problemi che lo affliggono: l’abbandono, l’incuria, l’incendio.
Così, con il forte sostegno di alcuni amici e con la vicinanza di settori della ricerca universitaria, nasce Selve del Balzo, un progetto teso a ridare centralità al bosco, valorizzandone il suo prodotto prevalente, il legno di castagno, che la mancanza di industrializzazione ha relegato, a dispetto delle sue grandi qualità come legno da costruzione, ad usi marginali, privi ormai di rilevanza economica. Privi cioè del minimo potenziale necessario per affrontare i costi delle operazioni di manutenzione della foresta, la cui rinuncia costituisce una delle principali cause del dissesto idrogeologico.

Messa la prima pietra nell’autunno del 2006 (si fa per dire avendo costruito integralmente in legno), oggi, la piccola falegnameria trasforma i legni delle selve dei monti vicini in parquet, tavolami pregiati, soprattutto, e anche travi e quanto si possa produrre per le necessità dei restauri architettonici.
Studia soluzioni per il miglioramento delle colture arboree non solo montane, agisce in sinergia con aziende e con artigiani locali per creare un sistema culturale ed economico nuovo intorno al ciclo del legno.

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